Si è svolto oggi il secondo incontro all’ARAN per il rinnovo del CCNL del comparto Regioni ed Autonomie Locali. Si è trattato di un incontro in cui l’ARAN ha tentato di dare corpo alla Direttiva del Comitato di Settore, il cui commento vi abbiamo inviato con un nostro precedente comunicato. Nella sostanza si conferma l’incremento economico di 62, 21 euro a cui va aggiunto l’1,5% per gli enti che rispettano i parametri virtuosi, ma nel testo hanno introdotto alcune novità che rendono tale incremento più una condizione dello spirito che reale, le riassumiamo così: • Gli enti devono aver rispettato il patto di stabilità sia nel 2008, sia per il triennio precedente • Al momento nessuno dispone di dati certi rispetto al numero di enti virtuosi nel triennio, riassumendo, non possono incrementare gli enti inferiori ai 5000 abitanti che sono la stragrande maggioranza, ne quelli che per 4 anni consecutivi non hanno rispettato il patto di stabilità; • Gli enti che hanno rispettato tali criteri sono una percentuale ridotta per via dei tagli ai trasferimenti da parte del governo, inoltre se si è risanato nel 2008 non si capisce perché bisogna far riferimento ai tre anni precedenti; • Devono aver applicato l’art. 76 comma 5 della Legge 133/08 cioè il contenimento della spesa per la contrattazione integrativa decentrata, tradotto dal burocratese, per avere l’1,5% devono aver ridotto i fondi di una percentuale maggiore; • Gli indici dei parametri devono essere, rispetto ai contratti precedenti, notevolmente inferiori. Come se non bastasse, nella proposta dell’ARAN si interviene nuovamente sulle progressioni di carriera, determinando nei fatti una impossibilità di progressione attraverso i strumenti seguenti: • Può progredire solo il 20% dei lavoratori degli enti; • Si utilizzano le risorse oggi impegnate per le progressioni, vale a dire che si possono attingere le risorse di coloro i quali sono andati in pensione o hanno fatto progressione verticale; • Lo stesso lavoratore/ice non può progredire prima dei tre anni effettivi dalla precedente progressione; crediamo che non ci sia bisogno di commenti. E’ del tutto evidente che al momento queste condizioni (mancanza di risorse) rendono impossibile la firma anche alla Cisl e alla Uil che pure, a seguito della firma dell’accordo del 30 ottobre, non mettono in discussione i 62, 21 euro.