La notte tra l’8 e il 9 maggio 1978 la mafia uccideva Peppino Impastato. Peppino fu ucciso all’età di 30 anni e dedicò la sua breve vita a combattere la mafia. Anche quest’anno, in occasione del trentunesimo anniversario della morte di Peppino Impastato, è doveroso ricordarne la memoria specialmente in un Paese come il nostro che troppo spesso tende ad ignorare e a dimenticare. Ricordare Peppino e la sua ribellione contro l’oppressione mafiosa vuol dire per noi, che abbiamo a cuore la democrazia e la crescita civile del nostro Paese, trovare la forza e le motivazioni per lottare affinché l'Italia si possa liberare dal cancro mafioso. Peppino era una voce libera e la sua lucida analisi del fenomeno mafioso, le strategie innovative che ha sperimentato nel fronteggiarlo sono ancora attuali. La profonda crisi economica che sta attraversando il Paese rischia di creare le condizioni per rafforzare ulteriormente l’economia mafiosa ed il suo devastante potere ridisegnando nuovi preoccupanti equilibri con il sistema politico ed economico minando le fondamenta democratiche.
Il giorno del ricordo di Peppino Impastato sia anche giorno d’iniziativa politica, di contrasto alla preoccupante espansione territoriale della mafia.