Sanità Privata. FP CGIL, CISL FP, UIL FP: La convocazione della Conferenza delle Regioni è risultato della mobilitazione

Sanità Privata. FP CGIL, CISL FP, UIL FP: La convocazione della Conferenza delle Regioni è risultato della mobilitazione

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“Accogliamo con favore la convocazione della Conferenza delle Regioni per il prossimo 20 luglio, alla quale parteciperanno il Presidente del Comitato di Settore Regioni-Sanità, il Coordinatore della Commissione Salute e il Capo di Gabinetto del Ministro della Salute. È un segnale importante che dimostra come la mobilitazione unitaria del sindacato confederale abbia riportato al centro dell’agenda istituzionale una vertenza che riguarda oltre 300 mila lavoratrici e lavoratori della sanità privata e delle RSA”.

Lo dichiarano i Segretari Generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.

“Continueremo a tenere alta l’attenzione su questa vertenza – proseguono – fino a quando non arriveranno risposte concrete. Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA i contratti nazionali sono fermi, mentre migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continuano a garantire servizi essenziali ai cittadini senza il giusto riconoscimento economico e professionale”.

“Nel corso dell’incontro – specificano – ribadiremo con chiarezza la nostra posizione: non è più accettabile che strutture private accreditate con il Servizio sanitario nazionale, finanziate con risorse pubbliche, possano continuare a negare il rinnovo contrattuale. Per questo chiediamo che il rinnovo dei contratti nazionali diventi un requisito indispensabile per il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento. Ribadiremo inoltre la nostra netta contrarietà alle disposizioni contenute nel recente decreto Lavoro, che hanno escluso le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle RSA dal riconoscimento dell’indennità di vacanza contrattuale, rinviandone la definizione a una contrattazione che le associazioni datoriali continuano da anni a non aprire. Una scelta che ha prodotto un’ingiustificata disparità di trattamento nei confronti di personale che svolge un servizio essenziale per il Paese”.

“L’incontro del 20 luglio dovrà segnare l’avvio di un percorso concreto. Per questo confermiamo il presidio del 24 luglio davanti al Ministero della Salute. La mobilitazione proseguirà finché non saranno rinnovati i contratti nazionali e non verranno introdotte regole che garantiscano il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, insieme, la qualità dell’assistenza ai cittadini”, concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi.

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